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Concorso Nuragus

Dal punto di vista architettonico abbiamo studiato la storia degli edifici, il rapporto del complesso con il tessuto storico, i materiali e le tecnologie utilizzate e deciso di intervenire ricostruendo le parti mancanti di due edifici, quello maggiore a tre piani e quello in posizione centrale nel cortile che, seppur molto danneggiato nelle parti strutturali, permette ancora l’apprezzamento dei volumi e degli spazi originari. Per questi spazi si è cercato di riproporre “la maniera originaria” della costruzione, ricostruendo le stanze, le strutture e le finiture utilizzando i materiali ed i metodi tradizionali. Per gli altri edifici si è deciso di concepire le parti reintegrate o nuove secondo il linguaggio della nostra epoca, con l’intento di introdurre elementi diversi ma non indifferenti e contradditori con la preesistenza. Nel progetto sono stati mantenuti i confini e le aperture ancora rilevabili di ognuno degli edifici presenti, la volumetria (tranne in due casi dove si è preferito disporre di maggior spazi esterni e superfici illuminanti) è stata mantenuta inalterata.

Ciascuna di queste operazioni - legittima da un punto di vista metodologico - potrà essere messa a punto e sviluppata nella prossima fase progettuale in collaborazione con gli uffici comunali e/o eventualmente con la Soprintendenza per determinare fin da subito gli elementi di base ed il risultato ottimale da raggiungere. 
I 9 edifici che costituiscono il complesso dell’ex mulino pastificio di Nuragus sono stati divisi da un punto di vista funzionale in museo e aree servizi. Abbiamo chiamato tutto il complesso MuSa perché abbiamo pensato ad un Mu seo del territorio di tutta la Sa rdegna e perché, nell’antica Grecia, le muse erano contemporaneamente depositarie della memoria, ideale supremo delle arti ed ispiratrici nella vita . 
La definizione puntuale dei diversi materiali e tecnologie la rimandiamo alla successiva fase di progetto che comporterà innanzitutto un rilievo puntuale e una più approfondita conoscenza di manufatti e del contesto che dovranno fornire le informazioni necessarie di natura geometrica, metrica, materica, tecnica e tecnologica per poter comprendere a fondo le relazioni e gli elementi tipologici degli edifici da restaurare e fornire gli elementi per la ricostruzione di quelli ora ridotti a rudere, permettendo eventuali aggiunte e/o modifiche che diversificano gli edifici arricchendo il contesto senza modificare l'uniformità. 
Nella successiva fase progettuale vi sarà grande attenzione anche per il risparmio energetico e per il contenimento dei costi di gestione e anche per la valorizzazione dei prodotti e dei servizi locali, gli impianti di illuminazione, condizionamento e riscaldamento dovranno essere parzializzati in modo da utilizzare solo le energie necessarie agli spazi utilizzati, i materiali scelti dovranno essere non inquinanti, riciclabili, a basso consumo e, per quanto possibile, forniti a km o. È già prevista nel cortile del complesso una grande scultura a forma di ruota di mulino che conterrà un pannello informativo e di controllo sugli impianti presenti nel MuSa e sui loro consumi, che avrà aggiornamenti in tempo reale. 


Il museo 
Per il progetto degli spazi interni del museo abbiamo costituito un gruppo di lavoro formato da storici, tecnici, fotografi, informatici e un responsabile di grandi eventi. Il percorso e gli spazi sono stati progettati per risultare attrattivi e particolarmente adatti per i turisti dell'Italia continentale e per gli stranieri, per i ragazzi di una fascia d'età dai 5 ai 14 anni (le statistiche regionali indicano che sono 85.000 i bambini ed i ragazzi di questa età residenti nel sud della Sardegna, nelle province di Carbonia, Iglesias, Cagliari, Medio Campidano, Oristano e Ogliastra). Insieme ai ragazzi il MuSa potrà accogliere i genitori che avranno la possibilità di vivere insieme ai piccoli le esperienze proposte, e gli insegnanti che troveranno elementi innovativi sui quali poter lavorare. Agli spazi museali abbiamo riservato i tre piani dell’edificio maggiore ancora ben conservati da un punto di vista strutturale. Come tipologia di museo abbiamo immaginato un museo del territorio interattivo sull’esempio dei musei scientifici di nuova generazione dove gli strumenti e le apparecchiature informatiche coniugano le finalità proprie dell’istruzione con il fascino persuasivo degli strumenti dell’intrattenimento, adottando i più recenti mezzi messi a disposizione dello sviluppo tecnologico (audiovisivi, informatici, multimediali, di comunicazione) ampliando il campo dei temi affrontati: storia, geografica, costumi, folklore, tecnologia, comunicazione, informatica, attualità. Il museo non è più un luogo di pura contemplazione ma uno spazio dove vedere, toccare, comprendere, partecipare, dove la comprensione si attiva durate il percorso espositivo attraverso il divertimento ed il coinvolgimento attivo. Questo museo interattivo oltre ad utilizzare un linguaggio contemporaneo, divertente, attrattivo per bambini e famiglie, sfrutta la tecnologia per abbassare i costi di gestione; il personale di biglietteria e informazioni può essere sostituito da casse automatiche e da ologrammi, la sicurezza è garantita da sistemi informatici e tutti gli impianti sono amministrati da sistemi domotici. Il MuSa potrà unirsi alle altre iniziative e progetti esistenti in Italia: dalla storica Città dei Bambini di Genova, nata su modello della Cité des Enfants parigina al progetto Explora di Roma, sorta di metafora della città a misura di bambini; dal Muba di Milano all’Immaginario Scientifico di Trieste. Normalmente questi musei sono dedicati alle scienze, all’arte o alla tecnica, il Museo del territorio di Nuragus potrebbe essere un nuovo tipo di museo per bambini e per adulti in grado di offrire la possibilità, attraverso il gioco e la sperimentazione, di riscoprire il territorio della Sardegna, l’autentico patrimonio culturale, creativo e finalizzato alla conservazione della diversità, attraverso azioni colte ed equilibrate, capace di fare un distinguo fra standardizzazione ed etnicità commerciale ma anche fra conservazione totale e rifiuto del mondo attuale. Abbiamo immaginato un percorso museale che corrisponde ad un viaggio nel territorio della Sardegna dove convivono tradizione ed innovazione: all’ingresso del museo i visitatori saranno accolti da un ologramma che in diverse lingue straniere sarà in grado di fornire tutte le informazioni utili per la visita al MuSa. Nella stessa stanza due casse automatiche permetteranno il pagamento dell’ingresso e forniranno il badge per l’apertura della porta di ingresso al museo e l’attivazione degli apparecchi informatici lungo il percorso.Nella seconda stanza sarà possibile lasciare le borse e le giacche in appositi armadietti chiusi. Nella stanza n° 3 inizia il viaggio all’interno del territorio sardo, una voce narrante percorrerà le principali tappe della storia sarda mentre nel tappeto interattivo sotto i piedi dei visitatori verranno trasmesse le immagini dall’alto dei luoghi principali dove si sono svolti i fatti storici coinvolgendo le persone in una esperienza di viaggio attraverso il tempo. La quarta stanza offre un ritratto della Sardegna attraverso la proiezione su tre maxi schermi di ritratti e filmati di cultura, natura, tradizione, gusti, genti ed eventi. Nella 5° stanza scegli la tua Sardegna; un grande aerofotogrammetrico di tutta la Sardegna con collegamento interattivo con i tavoli interattivi multitouch permette di scegliere itinerari, luoghi naturali, paesi, città, monumenti, parchi. Nella 6° stanza dedicata a tutti i colori del mare si susseguono a pavimento le immagini a diversa scala delle spiagge della Sardegna e contemporaneamente attraverso un pannello verticale dotato di monitor touch sceen sarà possibile esplorare i fondali, conoscere le grotte, la fauna e la flora marina. Attraverso le scale o l’ascensore si potrà salire al primo piano dove si verrà accolti dalla riproduzione a grande scala di alcune maschere della Sardegna, a poca distanza delle torce sospese inviteranno il visitatore a puntare la luce verso le maschere per scoprire dei disegni e dei testi che verranno rivelati con i raggi luminosi. La piccola stanza al primo piano sopra il portico d’ingresso metterà alla prova di pronuncia i visitatori che verranno invitati a ripetere dinnanzi a dei microfoni alcune parole tipiche dei dialetti sardi per provare le proprie conoscenze e capacità linguistiche. Il percorso continuerà fra uno slalom di totem dove vengono riprodotti ritratti della gente di Sardegna; saranno evidenti i tratti somatici tipici della nostra isola, i centenari, gli uomini illustri. Nella stanza successiva sfilano i costumi tipici della Sardegna e in fondo le proiezioni dei passi principali permetteranno ai visitatori di avvicinarsi e provare il ballo sardo. Il secondo piano è dedicato al territorio di Nuragus ed al pastificio; la tecnologia informatica verrà applicata per far conoscere la tradizione, il gusto e gli allevamenti tipici della zona.

I Laboratori 
Minimizzare l’uso di risorse pubbliche mediante il coinvolgimento dell’imprenditoria locale è un obbiettivo dal quale oggi non si può prescindere. Ma, nel caso specifico, qual'è la strada giusta? Quali sono le scelte che rendono possibile la sostenibilità economica e promozione sociale e culturale del territorio? Gli esempi di altre regioni ed altri stati possono offrire spunti di riflessione interessanti sui quali impostare il progetto. In molti casi la valorizzazione dei prodotti della tradizione culinaria e non solo ha prodotto economie fiorenti e numerosi posti di lavoro di buona qualità. Quasi tutti i casi di successo sono basati su prodotti con standard qualitativi molto elevati. Sono settori che per loro caratteristica mantengono una posizione protetta rispetto ai processi di globalizzazione e quindi anche alla concorrenza delle società multinazionali Ebbene, in Sardegna esistono certamente molti casi di produzioni tradizionali che nonostante abbiano un mercato e numerosi estimatori stanno di fatto sparendo. Sono oramai produzioni minime, senza visibilità e soprattutto caratterizzate da lavoro sommerso. Le persone che hanno le capacità e conoscono le tradizioni non sono state capaci di aprire canali di vendita diversi da quelli tradizionali. I prodotti agroalimentari e quelli della cucina tradizionale, in buona misura, rispettano i principi sopra elencati. Hanno un potenziale commerciale elevato ed esistono le persone che sanno produrli. Il problema sta nel fatto che chi li sa produrre, spesso, non sa vendere e non ha la preparazione culturale e professionale per lavorare nel rispetto delle diverse norme vigenti, confinando il proprio lavoro a lavoro saltuario e non ufficiale. A semplice titolo di esempio, ma ne possiamo trovare molti altri, osserviamo che “is malloreddus” fatti secondo le antiche ricette sono tanto ricercati quanto introvabili. L’offerta è molto inferiore alla attuale domanda e può crescere esponenzialmente con una campagna di informazione mirata. Le persone che sanno preparare il prodotto esistono ma hanno dei limiti organizzativi che nascono dal dover osservare e rispettare le norme attuali riguardo gli aspetti fiscali, di sicurezza sul lavoro, i contratti di lavoro, l’HACCP, la regolarità delle strutture di produzione e probabilmente ancora altri. Lavorano in modo isolato senza far parte di nessuna rete di produzione e di vendita. Si può quindi affermare che le persone che hanno le capacità e le conoscenze hanno necessità di essere affiancati ed indirizzati da altri professionisti per avviare e gestire la produzione. Normalmente non possono o non vogliono sostenere costi di consulenza e di organizzazione e questo porta a non far sviluppare l'attività relegandola a lavoro irregolare. Occorre Individuare produzioni che per loro natura non pagano la tassa di insularità e possono avere una espansione molto ampia se adeguatamente supportata. Ci vuole un lavoro di gruppo che possa attivare processi di rete e creare sinergie e processi di collaborazione virtuosi. In quest’ottica l’amministrazione Comunale, attraverso il "Musa" potrebbe favorire la formazione di una rete di figure professionali che consente di avviare le produzioni con costi bassi e notevoli sinergie nell’interesse di tutti i partecipanti. Alcuni partecipanti lavoreranno direttamente nella sede del museo, altri nella loro sede. La struttura minima potrebbe essere composta da un nucleo di consulenti aziendali con esperienza fiscale, di gestione del personale ed altro che offrono i servizi ad un gruppo di diversi piccoli produttori selezionati per qualità (pasta,salumi, prodotti della terra, ecc. ecc.) che per poter lavorare hanno bisogno oltre che delle consulenze di tipo organizzativo anche di una struttura di promozione e commercializzazione di supporto che progetta il ciclo di vendita dalla promozione al packaging alla gestione del sito web ai contratti con i negozi ed i distributori. Il gruppo di promozione e commercializzazione potrebbe essere formato da giovani con capacità nell’informatica e nella grafica. L’area promozione e commercializzazione può non solo sostenere l’area produzione ma può anche diventare a sua volta produttore di “applicazioni” per dispositivi mobili di promozione dei prodotti e dell’intera area a fini turistici. Le "apps" hanno la caratteristica di avere bassissimi costi vivi di produzione, processi di vendita senza anticipazioni dei costi sulle diverse piattaforme internazionali e zero costi di spedizione e trasporto. La Sardegna si è giá distinta più volte nell'innovazione in questi settori. È chiaro che a regime i proventi delle vendite potranno dare soddisfazione economica a tutte le figure coinvolte ed anche al museo stesso offrendo ulteriori elementi di interesse e creando un sistema di sinergie sicuramente molto utile per tutti. Il momento difficile è il momento iniziale. Chi deve produrre deve comprendere che a fronte di alcuni costi iniziali ha la possibilità di uscire dal lavoro sommerso ed avviare una attività che può dare lavoro a diverse persone, chi deve offrire assistenza deve comprendere che occorre investire credendo nel progetto e nel proprio lavoro chiedendo compensi molto bassi inizialmente per poi far parte di una rete che porterà loro lavoro e soddisfazione. Chi si proporrà per lo sviluppo delle apps per smartphone e per la creazione dei siti web e di web commerce, nonché delle relazioni e dei rapporti con i diversi punti vendita, potrebbe essere un gruppo di giovani che investe su se stessi e sul progetto per costruire un mestiere con buone prospettive di riuscita. In tutto questo l'amministrazione comunale, attraverso i propri uffici e gli spazi da realizzarsi nella sede del museo potrà agevolare in diversi modi i diversi componenti della rete nella fase iniziale del processo promuovendo in questo modo tutto il territorio ed il museo stesso.

Località:

Nuragus

Committente:

Pubblico

Date:

2013

Tipologia:

Concorso di idee

Progettisti:

GateEngineering S.r.l.
Ing. Arch. Carlo Piredda
Ing. Andrea Carta
Ing. Melina Mascia

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